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Bed & Breakfast Anticomar Noto SiracusaSiracusa sorge sulla costa sud-orientale della Sicilia. Definita da Cicerone la più grande e bella di tutte le città greche, dal 2005, insieme con la necropoli rupestre di Pantalica, è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua) per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa. Sia in greco che in latino è al plurale, Siracusae, perché la città fondata da Archia, un nobile di Corinto nel 734 a.C., divenne in pochi anni la Pentàpoli in quanto al nucleo originale, costituito sull’isola di Ortigia si aggiunsero man mano altri quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neàpoli ed Epipoli. Città dal glorioso passato, degna avversaria di Atene, Cartagine e Roma nell'aggiudicarsi il dominio dell'isola. Siracusa è oggi una delle città più interessanti della Sicilia, culla del teatro e splendido monumento al barocco; sorge sulla costa Orientale della Sicilia, bagnata da un mare azzurro e limpido ed attraversata da due leggendari corsi d'acqua: il Ciane e l'Anapo. La bellezza del luogo e i racconti mitologici legati a questa terra, ispirarono poeti e scrittori, da Cicerone a d'Annunzio. |
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Tempio di Apollo Scoperto intorno al 1860 all'interno di una cinquecentesca caserma spagnola, venne riportato interamente alla luce grazie agli scavi effettuati da Paolo Orsi negli anni tra il 1938 e il 1942. Nei secoli il tempio ha subito varie trasformazioni e adattamenti: divenne chiesa cristiana in epoca bizantina, moschea araba con i Mussulmani, basilica normanna in epoca medioevale e quindi, nel ‘500, caserma spagnola detta del “Quartiere vecchio”. Teatro Greco Rappresenta il maggiore esempio dell’architettura teatrale dell’occidente greco. Ha la particolarità di essere quasi interamente scavato nella roccia. Oltre che per le rappresentazioni, così com’era costume per gli antichi greci, il teatro veniva usato per le assemblee popolari. Dopo essere stato adattato in epoca imperiale ai giochi circensi, il teatro cadde in abbandono. Nel XVI secolo, così come gli altri monumenti classici, fu depredato dalle maestranze spagnole di Carlo V che usarono la buona pietra già tagliata per erigere le fortificazioni di Ortigia. Altri guasti vennero dai mulini che erano stati impiantati nella cavea. Gli scavi, iniziati alla fine del Settecento e protrattisi per tutto il secolo successivo sono stati completati solo nella metà del Novecento. Pur nella diversità, anche sostanziale, di opinioni degli studiosi sulla genesi del monumento, è generalmente accettato che la forma attuale risalirebbe all’opera di ristrutturazione degli anni 238 – 215 a.C. sotto il regno di Ierone II. Il teatro si compone di tre parti: koilon (o càvea), orchestra e scena. Latomia Del Paradiso La latomia del paradiso, oggi luogo ameno e suggestivo, fu in origine una immensa cava di pietra per lo più coperta e sotterranea,erano antiche cave dalle quali si estraeva fin dal V secolo a.C. il calcare che ancora oggi dona a Siracusa la sua particolare colorazione, poi convertite in prigioni. La latomia del Paradiso, posta ai piedi del teatro greco, sagomata da alte e nude pareti quasi verticali e caratterizzata da bizzarre architetture pietrose, è sicuramente la più celebre di Siracusa. Al suo interno si dipana una lussureggiante vegetazione di cedri, arance, capperi, palme e fichi d'India. Tra le curiosità più interessanti della latomia vi è però sicuramente l'Orecchio di Dioniso, una grotta dal particolare ingresso a forma di orecchio. La tradizione vuole che tale nome fu attribuito alla grotta dal Caravaggio, durante un soggiorno siracusano: nacque così la leggenda che narra come il tiranno Dioniso avesse fatto scavare la caverna per adibirla a carcere e carpire, ascoltando da un foro grazie all'incredibile acustica del luogo, importanti informazioni ascoltando i discorsi dei prigionieri. Grotta dei Cordari Verso est, contigua all'Orecchio di Dionisio, troviamo la Grotta dei Cordari, così detta perchè qui, a partire dal XVII° secolo, alcuni artigiani lavoravano la canapa e producevano corde di ogni tipo, favoriti dalla naturale umidità (la tradizione si è estinta solo pochi decenni fa). Di amplissime proporzioni, con una successione di pareti e di spazi, dalla volta sorretta da alti pilastri rocciosi, questa grotta è sicuramente la più suggestiva della latomia del Paradiso. Questi effetti vengono maggiormente esaltati quando il fondo è coperto di acque meteoriche o di falda che provengono da infiltrazioni della volta. Notevoli e particolari sono i segni dell'estrazione della pietra, sulle pareti e sui soffitti si osserva la successione dei piani di stacco dei blocchi asportati dal banco roccioso. E’ molto scenografica per gli effetti di luce, per la policromia della roccia e per lo svariato genere di piante che vi crescono. Castello Eurialo Il Castello Eurialo rappresenta il culmine della fortificazione della città di Siracusa il cui nome pare alluda a quello greco di Euryelo (testa di chiodo). Voluto da Dionisio I, tiranno di Siracusa, sorge sul punto più alto (120 m s.l.m.) della terrazza del quartiere Epipoli a circa 7 km da Siracusa, in direzione della frazione di Belvedere. L'edificazione di questa imponente opera militare risale fu costruita tra il 402 e il 397 a.C. con lo scopo di proteggere la città da eventuali operazioni militari di assedio o attacco. L'entrata del Castello è protetta da tre fossati. Anfiteatro Romano L'anfiteatro Romano è una delle realizzazioni edilizie più rappresentative della prima età imperiale romana a Siracusa e tra i più grandi del sud italia La sua forma ellittica misura nel diametro esterno m 140 x 119 e nell’arena m 70 x 40, con il centro occupato da un bacino servito da due canali. Lungo il viale che porta all'Anfiteatro sono disposti dei sarcofagi in pietra, rinvenuti nelle necropoli di Siracusa e Megara Iblea. |
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